La sepsi è una grave condizione medica che si verifica quando il corpo, reagendo in modo eccessivo ad un'infezione, danneggia i suoi stessi tessuti con conseguente possibile shock ed insufficienza d'organo.
Strettamente correlata alla sepsi è la setticemia o batteriemia, un'infezione che si sviluppa nel sangue.
L'elevato numero di casi di sepsi, in crescita in Italia, e la gravità delle sue conseguenze sono preoccupanti.
Se non vengono prese misure adeguate e tempestive per prevenire o trattare la sepsi o la setticemia, la vita del paziente può essere inutilmente messa a rischio: la sepsi è spesso causa di decesso o di disabilità permanente del paziente.
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Indice
Sintesi dell'articolo
La sepsi è una grave reazione sistemica a un’infezione che può evolvere rapidamente in shock settico e insufficienza multiorgano. I sintomi iniziali sono spesso aspecifici — febbre, brividi, confusione, difficoltà respiratorie, calo della pressione — ma la loro combinazione, in assenza di altre cause evidenti, impone un intervento medico immediato.
La sepsi si sviluppa quando il sistema immunitario, incapace di contenere un’infezione localizzata (urinaria, polmonare, cutanea, addominale o post-operatoria), scatena una risposta infiammatoria generalizzata, detta SIRS, che compromette la circolazione e l’ossigenazione degli organi vitali.
La diagnosi si basa su esami clinici e laboratoristici (temperatura, frequenza cardiaca e respiratoria, analisi del sangue e dei campioni biologici), mentre il trattamento deve essere tempestivo: ossigeno, antibiotici, fluidi endovena e monitoraggio costante dei parametri vitali entro la prima ora dall’insorgenza dei sintomi possono raddoppiare le probabilità di sopravvivenza.
La prevenzione resta l’arma più efficace e si fonda su cinque azioni prioritarie: uso corretto degli antibiotici, controllo delle infezioni ospedaliere, sensibilizzazione sui sintomi precoci, formazione del personale sanitario e creazione di reti di intervento rapide e coordinate.
Sul piano medico-legale, la diagnosi errata o tardiva di sepsi può configurare un caso di malpractice medico-sanitaria, come nei casi di mancata sterilizzazione, scarsa igiene dei cateteri, omissione di terapia antibiotica o cattiva gestione delle piaghe da decubito.
I dati epidemiologici mostrano un fenomeno in preoccupante crescita: la sepsi causa ogni anno circa 49 milioni di casi e 11 milioni di decessi nel mondo (20% delle morti globali). In Italia si stimano 65–70 casi ogni 100.000 abitanti, con una mortalità fino al 50% nei casi gravi e un numero di decessi più che raddoppiato tra il 2008 e il 2016 secondo il Rapporto Osservatorio Salute 2018.
Cos'è la sepsi
La sepsi è una reazione infiammatoria sistemica grave che si verifica quando l’organismo, nel tentativo di combattere un’infezione, attiva una risposta immunitaria eccessiva che finisce per danneggiare i propri tessuti e organi. In condizioni normali, il sistema immunitario isola l’infezione e la controlla a livello locale; tuttavia, quando la difesa fallisce o l’infezione è particolarmente aggressiva, i microrganismi e le tossine entrano nel circolo sanguigno, provocando un’infiammazione generalizzata e una compromissione della circolazione e dell’apporto di ossigeno agli organi vitali.
Questo processo può evolvere rapidamente in shock settico, una condizione in cui la pressione arteriosa scende pericolosamente e gli organi — come cuore, reni, cervello e fegato — rischiano di non ricevere più l’ossigeno necessario a funzionare.
Segni e sintomi
I segni ed i sintomi di sepsi e shock settico di solito sorgono in tre modi. Innanzitutto, la fonte di infezione sottostante di solito esporrà propri indicatori. Se il paziente ha una infezione delle vie urinarie, per esempio, può avvertire dolore al fianco e difficoltà a urinare.
Una piaga da decubito può mostrare infiammazioni, arrossamenti e infezioni.
In secondo luogo, la risposta del corpo all'infezione si traduce spesso in febbre, brividi, cambiamenti dello stato mentale e/o della frequenza respiratoria / rapida.
Infine, il corpo mostra segni di shock derivanti dalla sepsi, tra cui ipotensione, acidemia e progressiva disfunzione d'organo.
I primi sintomi di sepsi possono essere vaghi: confusione, mancanza di respiro, aumento della frequenza cardiaca, calo della pressione sanguigna e debolezza, i quali potrebbero essere causati da molte altre ragioni.
Ma la combinazione di sintomi senza una chiara causa benigna giustifica il trattamento aggressivo.
Da cosa è causata la sepsi?
Di solito, il sistema immunitario limita l’infezione ad un unico luogo. In tal caso si ha un'infezione localizzata.
Il corpo produce globuli bianchi, che viaggiano verso il sito dell'infezione al fine di distruggere i germi che provocano l’infezione.
Una serie di processi biologici si verificano, come il gonfiore del tessuto, che aiuta a combattere l'infezione e ne impedisce la diffusione. Questo processo è noto come infiammazione.
Se il sistema immunitario è debole o l'infezione è particolarmente grave, l’infezione stessa può diffondersi rapidamente attraverso il sangue in altre parti del corpo.
Ciò determina un sovraccarico del sistema immunitario e un estensione dell'infiammazione a tutto il corpo.
Ciò può causare più problemi che l'infezione iniziale, come danni diffusi ai tessuti e problemi di circolazione.
L'interruzione del flusso sanguigno porta ad un pericoloso calo della pressione sanguigna, con conseguente arresto dell’apporto di ossigeno e nutrienti a importanti organi del corpo.
Fonti di infezione
Tipi di infezioni associate a sepsi sono:
- infezione polmonare (polmonite)
- appendicite
- Infezione del sottile strato di tessuto che riveste l'interno dell'addome (peritonite)
- Infezione della vescica, uretra o dei reni (infezioni delle vie urinarie)
- Infezione della cistifellea (colecistite) o dotti biliari (colangite)
- Infezioni della pelle, come cellulite - questo può essere causato da un catetere endovenoso inserito attraverso la pelle per somministrare fluidi o farmaci
- infezioni post-operatorie (successive all’intervento chirurgico)
- infezioni del cervello e del sistema nervoso - come meningite o encefalite
- influenza (in alcuni casi)
- infezione ossea (osteomielite)
- infezione del cuore (endocardite)
Diagnosi e trattamento
Diagnosi
La sepsi è diagnosticata in base a:
- temperatura del paziente
- frequenza cardiaca
- frequenza della respirazione
- esami e del sangue nei pazienti sospettati di avere una nuova infezione.
Possono essere effettuati anche altri esami, come ad esempio il raccoglimento di campione di feci in caso di diarrea o un tampone di tutte le ferite recenti, che viene poi inviato per l'analisi.
Trattamento
Il trattamento della sepsi dipende da quanto la condizione sia grave.
Se la condizione viene rilevata presto e non ha ancora colpito organi vitali, può essere possibile trattare l'infezione con antibiotici senza ricovero. La maggior parte delle persone con sepsi rilevata in questa fase hanno un pieno recupero.
Se la sepsi non viene rilevata presto ed è quindi più grave, si può richiedere il ricovero in ospedale.
Sei semplici procedure, se attuate nella prima ora, possono raddoppiare possibilità di sopravvivenza del paziente:
- somministrazione di ossigeno
- esame del sangue
- somministrazione antibiotici
- somministrazione di fluidi endovena
- Misurare il livello di acido lattico nel sangue e di emoglobina
- Misurare la diuresi oraria
Per meglio combattere questa reazione mortale, esperti internazionali nella sepsi hanno recentemente formato la Global Sepsis Alliance al fine di sollecitare una cura più aggressiva.
I detti esperti ritengono che gli ospedali debbano iniziare a somministrare antibiotici e fluidi per via endovenosa entro un'ora dal sospetto di sepsi, poiché ogni ora di ritardo riduce la sopravvivenza di quasi l'8%.
Prevenzione
Accanto all’aspetto terapeutico, un ruolo fondamentale è svolto dalla prevenzione, considerata la strategia più efficace per contrastare la diffusione della sepsi. In quest’ottica, è importante implementare a livello locale le cinque azioni prioritarie riconosciute a livello internazionale per il contenimento del fenomeno:
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Uso corretto degli antibiotici, in coerenza con gli obiettivi del Piano Nazionale di Contrasto all’Antimicrobicoresistenza, per limitare l’antibiotico-resistenza, una delle principali cause di fallimento nel trattamento della sepsi.
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Potenziamento dei programmi di prevenzione e controllo delle infezioni ospedaliere, al fine di ridurre la frequenza delle infezioni correlate all’assistenza sanitaria.
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Sensibilizzazione della popolazione sui sintomi precoci della sepsi (come febbre elevata, brividi, confusione mentale, respiro affannoso), per favorire una diagnosi tempestiva.
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Formazione continua del personale sanitario sulla gestione della sepsi, in quanto ritardi nella diagnosi o nell’avvio della terapia appropriata possono compromettere in modo grave l’esito del percorso di cura.
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Creazione di una rete regionale di intervento efficiente, in grado di assicurare tempi di trattamento il più possibile rapidi e coordinati.
Diagnosi errata di sepsi. Esempio di caso di malasanità
Se l’operatore sanitario non riesce a prevenire o trattare la fonte di base dell’infezione, possono verificarsi sepsi, setticemia, batteriemia, e / o shock settico. Dato che l'infezione può sorgere in molti contesti, è oltre la portata di questo scritto affrontare ogni tipo di negligenza che può portare a morte associata a sepsi. A titolo di mero esempio, si indicano le seguenti ipotesi di malpractice:
- Mancata sterilizzazione di strumenti chirurgici
- Mancato adozione di tecniche corrette di lavaggio delle mani;
- Trattamenti con catetere eseguiti in modo improprio o in scarse condizioni igieniche in case di cura: comportano spesso infezioni del tratto urinario altrimenti evitabili che si sviluppano in sepsi.
- Mancata cura del paziente allettato: può determinare piaghe da decubito che possono infettarsi e determinare il rischio di sepsi.
- Omesso trattamento di infezioni con terapia antibiotica aggressiva e adeguata: può determinare il passaggio a sepsi, shock settico, setticemia e / o batteriemia.
I dati allarmanti sull'incidenza
A livello globale la sepsi è una delle principali cause infettive di mortalità e danno permanente alla salute. I dati sono allarmanti: ogni anno si verificano circa 49 milioni di casi e 11 milioni di decessi, equivalenti al 20% di tutti i decessi nel mondo.
In Italia, l'incidenza annua è di circa 65-70 casi ogni 100.000 abitanti, con una mortalità che può arrivare fino al 50% nei casi più gravi. Oltre all'impatto sulla mortalità, la sepsi causa disabilità permanente in circa il 50% dei sopravvissuti.
Un allarme ulteriore è rappresentato dal fatto che in Italia, il numero dei morti a causa di sepsi ospedaliera è più che raddoppiato nel periodo tra il 2008 ed 2016, come attestato dal Rapporto Osservatorio Salute 2018. La tendenza è pertanto in aumento.
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