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LESIONI AL CERVELLO E PROBLEMI NEUROPSICHIATRICI

Le lesioni traumatiche al cervello sono un fattore di rischio per conseguenti malattie psichiatriche.

La relazione tra lesione cerebrale e malattie neuropsichiatriche

Studi in campo psicologico e neurocomportamentale confermano che le lesioni traumatiche al cervello siano un fattore di rischio per conseguenti malattie psichiatriche. Uno studio recente, ha rilevato alti tassi di depressione, disturbo bipolare, disturbo d’ansia generalizzato, disturbo borderline e disturbo evitante della personalità nei pazienti con previ traumi cerebrali.
Un accurato studio epidemiologico condotto in Australia, su 7.485 pazienti, ha dimostrato che controlli fatti a distanza di 22 anni indicavano che i traumi cerebrali subiti in precedenza rappresentavano effettivamente un fattore di rischio per conseguenti problemi psichiatrici come l’aumento dello stato depressivo, ansiolitico e scelte estreme come il ricorso al suicidio, dimostrando inoltre che questi problemi sarebbero andati aumentando per decenni (Anstey KJ, 2004). Venne fuori una connessione anche tra lesioni traumatiche lievi e disturbi psichiatrici (Mooney G, 2001) ed i pazienti che presentavano forme di disturbi psichiatrici preesistenti al trauma ebbero un recupero molto meno soddisfacente rispetto a quelli che non presentavano alcun problema in precedenza.
Sfortunatamente, il risultato a lungo termine di lesioni traumatiche al cervello sembrerebbe per alcuni presagire decenni di alta vulnerabilità nei riguardi di malattie psichiatriche. Le lesioni traumatiche al cervello sembrano rendere i pazienti particolarmente suscettibili a episodi di depressione, disturbi deliranti e disturbi della personalità. Uno studio durato 30 anni condotto in Finlandia (Koponen S, 2002), ha dimostrato che una percentuale tra il 48% ed il 61% dei casi studiati sviluppava difficoltà psichiatriche dopo il trauma, inclusi depressione, dipendenza e abuso di alcol, crisi di panico, fobie o altri disturbi. Osservando in particolare la depressione come complicazione più frequente dei traumi all’encefalo, uno studio successivo ha riscontrato disturbi depressivi nel 33% dei pazienti durante solo il primo anno trascorso dall’incidente. Questi pazienti registravano un trascorso di ansia e cambi

repentini d’umore, al contrario dei pazienti che non presentavano alcun stato depressivo (Jorge RE, 2004). Inoltre questi sintomi erano associati a una disfunzione esecutiva e a notevoli manifestazioni d’ansia.In seguito al mutamento biologico del fenomeno, è risultato che i cambiamenti prodotti dal trauma cerebrale portavano alla disattivazione della corteccia prefrontale dorsolaterale e all’attivazione maggiore della parte ventrale e paralimbica, inclusa l’amigdala.  Nel corso di uno studio clinico multicentrico condotto dal NIDRR (National Institute on Disability and Rehabilitation Research), in cui si analizzarono i comportamenti depressivi come conseguenze di traumi cerebrali, venne determinata la frequenza di questa malattia ed i fattori che contribuivano a svilupparla. Ne evinse che i pazienti con traumi cerebrali presentavano un rischio molto maggiore di sviluppare questi sintomi depressivi e che la disoccupazione e la povertà erano fattori estremamente critici per lo scatenarsi di queste conseguenze. Alcuni fattori infatti, erano sicuramente correlati alla depressione: il tempo trascorso dalla lesione, la gravità della lesione o la presenza di un compagno al proprio fianco in seguito all’incidente. Pertanto, il grado iniziale della lesione, che sia lieve, moderato o severo, può portare comunque ad un opprimente stato depressivo.
L’aumento della probabilità che dopo un trauma cerebrale si possa incorrere in anni di problemi psichiatrici, spiegherebbe in parte un altro recente studio multicentrico di riospedalizzazione dei pazienti a distanza di 5 anni dal trauma (Marwitz JH,2001). Lo studio condotto su 895 pazienti in riabilitazione seguiti dal primo al quinto anno dopo il trauma, ha dimostrato un alto tasso di ospedalizzazione a lungo termine e un notevole aumento del numero di riospedalizzazioni per crisi o problemi psichiatrici. Inoltre il costo di queste ultime venne ritenuto da prendere in considerazione al momento di valutare le conseguenze a lungo termine di una lesione.

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